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martedì 28 settembre 2010

Camping Del Mare - Cervo - Liguria

Eccomi, con i miei tempi, a recensire il campeggio DEL MARE di Cervo

Via alla foce, 29 
18010 Cervo (IM) 
ITALY 
Tel. (0039) 0183 400.130 
fax (0039) 0183.402.771




La gestione
Il campeggio è gestito in modo ordinato e pulito, avvisando hanno abbastanza elasticità sull'arrivo in serata, specie il venerdì.
Non è invece possibile, e per me è una pecca, fermarsi la domenica fino a sera, senza pagare un supplemento, cosa che invece è possibile fare in altri campeggi della liguria.


I Prezzi
Allineati allo standard ligure, per i  servizi offerti sono comunque buoni, più bassi del vicino Lino a cui il camping non ha nulla da invidiare anche se questo non ha la piscina.


Piazzole
Nella foto le nostre due piazzole: sono tutte ampie, di diverse metrature e altrettanti diversi prezzi, ma tutte con un lavandino ogni due per il carico acqua, e relativo scarico. Ogni postazione ha il proprio allaccio elettrico in piazzola.


L'ombreggiatura è abbastanza buona in quasi tutto il campeggio.










Servizi
Il campeggio ha dei blocchi bagno nuovi, tutti con ampie docce con acqua calda e, nei periodi freddi, riscaldati.
E' presente una sala lettura comune con alcuni libri a disposizione dei clienti, una piccola ma attrezzata palestra, disponibile sempre gratis, ed una saletta con giochi per bambini 0-5 anni dove poter rifugiare in caso di mal tempo.
Un piccolo market completa l'offerta di questo campeggio che in generale si può definire ottimo paragonato allo standard ligure.


Spiaggia
Il campeggio si affaccia su una spiaggia libera di ghiaia, ma alla sua sinistra si può accedere al mare da un litorale sabbioso.


Dintorni
Dal campeggi si arriva a piedi sulla passeggiata lungo mare di San Bartolomeo, molto carina, con spiagge libere tutte con docce, ed altre attrezzate a pagamento, diversi negozietti e un bel parco giochi peri bimbi.
Camminando dalla parte opposta, verso levante, si arriva in pochi minuti a Cervo, splendido e caratteristico paesino del litorale ligure.
Tra le sue viuzze potete trovare lo spaccio di un antico frantoio dove acquistare prelibatezze della lavorazione delle olive.


Buon viaggio


Cris



mercoledì 9 giugno 2010

Camping Hawaii - Lago di viverone

Nuova piccola recensione di un campeggio visitato il fine settimana precedente il ponte del due giugno.

CAMPING HAWAY





Strada per Frazione Comuna
13886 VIVERONE BI
0161 98403
campinghaway.it

Visualizzazione ingrandita della mappa


La gestione
La gestione del campeggio è di tipo famigliare, ma non solo nel senso che è gestito da una famiglia, ma perché la signora vi fa sentire subito IN famiglia.
Disponibili verso qualsiasi richiesta, sono persone oneste e cortesi, con lo spirito di un campeggio d'altri tempi, dove potete trovare lunghe tavolate a cui aggregarvi, e feste per ogni occasione.


I prezzi
I prezzi sono assolutamente concorrenziali, noi abbiamo speso, fronte mare, 27€ per un fine settimana con Roulotte, due adulti due bambini ed un neonato.

Le piazzole
La maggior parte del campeggio è occupato da roulotte stanziali, alcune delle quali possono essere affittate, altre di proprietà.
Di quelle libere alcune si trovano in riva al lago, letteralmente a pochi metri dall'acqua, cosa che le rende veramente uniche: cenare guardando il lago, o svegliarsi e dalla finestra della propria roulotte vedere il lago, ha un sapore impagabile.
Questa era la nostra postazione, vista dal lago: due roulotte ed un gazebo.


Le dimensioni sono generose, e volendo consentono di montare la veranda ed avere ancora spazio.
tutte le piazzole sono servite di luce, mentre l'acqua deve essere presa alle fontane (diverse, sparse nel campeggio) o presso qualcuno dei gentilissimi stanziali che non mancheranno di rifornirvi, come accaduto a me, se siete nelle piazzole fronte lago, alcune delle altre libere, hanno il carico in piazzola o vicino.
Lo scarico c'è solo in qualche piazzola, le altre necessitano del recupero delle acque grigie..
In questa foto la mia piazzola.

Il fondo delle piazzole fronte lago è un bel prato erboso e rigoglioso, mentre le altre sono in ghiaia pulita.
Il 70% delle piazzole è ben ombreggiato, anche le piazzole fronte lago hanno alberi che riescono ad offrire buone zone d'ombra.
I bagni sono abbastanza recenti, costruiti su una struttura circolare, hanno docce calde a gettone. e un sufficiente numero di servizi e lavandini.

Il campeggio ha una spiaggetta in sabbia per i bambini ed un piccolo molo naturale da cui è possibile pescare (occorre regolare autorizzazione - info presso il gestore)
Uscendo dall'ingresso principale, e dirigendosi verso sinistra, si arriva nell'abitato della frazione, proseguendo si raggiunge Viverone e tutta la sua offerta turistica.
Nella via  principale della frazione è presente una piccola chiesa dove sono celebrate regolarmente le funzioni.
C'è la possibilità di ormeggiare piccoli natanti.




Il posto
Il campeggio si trova sulla riva opposta al paese omonimo del lago, ma in 15 minuti di bicicletta si raggiunge la bella passeggiata del centro.
sempre in bicicletta è possibile fare il giro (largo) del lago, costa una decisa seppur breve salita, e purtroppo un tratto di statale rientrando da Piverone verso Viverone.

I dintorni
Nel vicino pasese di Piverone è possibile visitare la cantina sociale della SERRA ed effettuare acquisti di ottimi vini locali (famoso l'Erbaluce) sia imbottigliati che sfusi.
A pochi km si trova la pista Le Sirene dove è possibile dopo le 17 noleggiare i KART per dar sfogo al pilota che c'è in noi.

Isola di Veglia - Krk

Oggi, proseguendo con la pianificazione del viaggio a Krk per questa estate, abbiamo trovato il sito http://www.isoladikrk.com/  e subito mi è venuto da segnalarlo.

Il sito nasce quasi per gioco dall'amore che due ragazzi (lui italiano, lei croata) nutrono per l'isola.

Con il tempo cresce, e mi pare sia diventato un ottimo riferimento per chi cerca di organizzare un viaggio nell'isola, infatti partiti per dar visibilità alla casa paterna di lei, ora il sito è un vero e proprio portale che mette in contatto i proprietari di case da affittare a Krk con chi cerca una sistemazione, in maniera RIGOROSAMENTE diretta.

Insistono infatti sul non essere un agenzia, ma un sito di appassionati che vuole dare una finestra sul mondo ai proprietari di case, ed una scorciatoia rispetto alle agenzie per chi vuole soggiornarvi.
Respiro leggendo le pagine un'idea di viaggiare che condivido e per questo lo segnalo.

Ricordo inoltre che sul sito, al link Guida Turistica è presente la recensione appassionata di un libro che chi vuole vivere l'isola pare non può perdere: "L'isola di Veglia - Krk ".

vi aggiornerò in merito al ritorno dal nostro viaggio.

buona notte!

Cris & T.(ruppa)

lunedì 17 maggio 2010

Bici & Bici ad Avigliana: rimorchi Chariot, bici ed accessori.

Come sempre di tanto in tanto arriva qualcuno a chiedermi del rimorchio Chariot, e di come/dove comprarlo.

Inutile prodigarmi ancora a parlarvi del rimorchio, perché già sapete che è davvero formidabile, e soprattutto indistruttibile, dovreste vedere il mio, dopo che lo ha usato per 4 anni una ragazza americana, e noi per altri due...   è "affaticato", anche perché noi siamo un po bestie, ma non ha alcun problema: teli perfetti, meccanica senza il minimo difetto, ecc ecc.. insomma grandioso, costosetto, ma grandioao.

Il link che avevo postato in precedenza era sbagliato,  l'ho corretto e vi lascio di nuovo i dettagli.

Il negozio si trova ad Avigliana (TO) nei pressi dello svincolo autostradale.
vi lascio anche la mappa per arrivarci.
Il "capo" è Andrea Germena, un ragazzo che ha fatto della sua passione il suo mestiere, e con volontà e cortesia manda avanti il negozio.
Non è rivenditore ufficiale Chariot Cougar, ma riuscirà ad accontentarvi se quello che volete è un bel rimorchio.
Inutile dire che lo farà su qualsiasi altra cosa intorno alla bici, abbigliamento, accessori, manutenzione...


Visualizza Ferriera in una mappa di dimensioni maggiori


Ciao 
Cris

mercoledì 21 aprile 2010

Quando ti cade vicino.

La realtà è tante cose.
E' un giorno che nasce, è un tramonto, è una cascata, è un dolore, è un albero che cade.
Quando ti cade vicino, fa un gran rumore, lo senti rompersi mentre crolla.
Muove l'aria attorno a te, senti i suoi rami piegarsi e spezzarsi: fa un gran rumore, quando ti cade vicino.
Ma quanti cadono lontano da noi e non li sentiamo?
Eppure la rottura c'è lo stesso, il devastante effetto su tutto attorno è uguale, ma noi non lo sentiamo: forse non siamo capaci di ascoltarlo, perché la sua eco, a starci attenti, ci arriva.
Ecco, in questi giorni è caduto un albero, ed ha fatto un gran rumore vicino a me, risvegliando paure ed istinti, ponendomi per un momento in grado di sentire gli altri alberi cadere.
Un vecchio pioppo, sul letto del fiume, ormai scortecciato e stanco cade e regala le sue fibre al fuoco di una stufa: sa ancora dare, nel suo ricordo.
L'albero caduto vicino a me non era stanco, ma ancora ricco di foglie verdi, con radici profonde, radicate in una gioia di vivere che risplendeva come i suoi fiori.
Aveva piantate nella terra radici fatte di valori riservati, personali, che teneva con cura per se  e che le davano la solidità e la stabilità che da fuori si vedeva.
Eppure è caduto.
Sotto i colpi sapienti che la fretta del vivere assesta ogni giorno.
Scavato al suo interno da un tarlo inarrestabile che alimentiamo quotidianamente incuranti e sordi al grido che tanti alberi tendendo i loro rami ci mandano.
Sappiamo muoverci veloci, scaltri, aggiriamo ogni ostacolo che ci fa fermare a pensare, che ci rallenta, ciechi e sordi verso gli effetti che questa frenesia ci causa.
L'albero caduto ha lasciato nei suoi germogli la luce dei suoi rami più alti, ma ora loro, ancora confusi dal rumore, dovranno saper crescere e resistere al vento non più protetti com'erano dal giovane, ma forte, albero.
Accanto un tronco, ora spoglio la dove i suoi rami s'intrecciavano con le fronde cadute e con loro danzava al vento.
Ammutoliamo al rumore di questo albero che cade, ed in cuor mio vorrei che questo frastuono non finisse mai, che risvegliasse in noi il desiderio di rallentare, di saper ascoltare quanti altri alberi, non ancora pronti per il fuoco, cadono, lasciando germogli spersi e compagni soli.
Un buco si crea nel bosco.
Presto le erbacce della quotidianità nasconderanno il vuoto ed il vento tornerà a soffiare, il rumore si allontanerà e noi andremo avanti.
Rallentiamo, fermiamoci.
Osserviamo se serve un aiuto ai germogli che crescono, non lasciamo dondolante il tronco sfrondato, perché nella fitta rete delle radici tiene stretti i valori di chi è andato, e con coraggio e forza continuerà a crescere e fiorire.
Alzo lo sguardo, non mi manca nulla, ma vedo attorno a me tanti alberi ancora pieni di frutti da donare, curvi su se stessi, cadenti: a loro il mio pensiero e la mia preghiera.


Ciao Amico mio,
sono vicino a te con il cuore e con la forza che ci hai regalato.
.

martedì 20 aprile 2010

Eyjafjallajokul, lo spettacolo della natura.

Al di là dello stop dei voli, al di là dei disagi.

Lo spettacolo della natura, che ancora una volta si dimostra di gran lunga superiore a noi piccoli uomini.

Crediamo davvero di essere i padroni, qui, sulla Terra?

Forse l'eruzione del vulcano Eyjafjallajokul è un altro mesasggio che Gaia ci da per ricordarci che siamo Ospiti, non i padroni di casa.

Pensiamoci, perché la Terra in un attimo ha paralizzato un continente.

Grazie a http://www.telegraph.co.uk da cui ho preso le immagini ed il link.

Cris
.

Acqua azzurra Acqua C(hi)ARA ...

Segnalo un collegamento al sito www.acquabenecomune.org dove si possono trovare informazioni e dati relativi alle proposte di referendum contro la privatizzazione del tubo!!

Click per info

Ciauz
Cris
.

venerdì 2 aprile 2010

La "RES PUBLICA"

RES PUBLICA. Non è da qui che dovremmo esser partiti?
Leggendo il blog di Domenico Barillà sul sito per la terza età Vivere in armonia mi è nato istintivo questo pensiero.
Ho avuto la fortuna di frequentare il liceo, e nonostante non fossi uno studente modello, esistono attimi che rimangono impressi in noi: io li chiamo i momenti salienti, quelli che il nostro cervello ritiene importanti da mantenere, ed ai quali assegna e rinnova, evidentemente, un livello di priorità che non li fa affondare.
Ecco, un mio momento saliente è la lezione in cui ho imparato che RES significa "cosa" e PUBLICA significa "di tutti" e che da questi due idiomi latini deriva la definizione della nostra organizzazione politica: una REPUBBLICA.
E' una cosa pubblica, nostra, e quando siamo chiamati a scegliere cosa farne delle "cosa nostra" permettiamo che la NOSTRA classe dirigente si scordi della mia lezione di latino e trasformi la RES PUBLICA in una "cosa privata", miopi e disillusi, forse ingannati:" non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere " mi diceva spesso mia madre, cercando di crescermi il più dritto possibile.
Inutile puntare il dito, credo occorra guardarsi attorno, togliere i paraocchi, e capire chi è l'altro possessore della cosa pubblica, e magari dirgli che se scende dal divano e spegne il televisore, intorno a lui esiste la cosa sua, e deve prendersene cura, con attenzione e non darla in mano a chicchessia.
Vorrei contarli quelli che sarebbero disposti ad affidare il frutto del proprio impegno ad un uomo che a stento ha raggiunto la maturità intellettuale.
I frutti del nostro impegno sono i nostri figli, i nostri risparmi, le nostre possibilità e potenzialità: forse occorre togliere il paraocchi: possiamo chiamarlo "televisione"?

Cristiano

martedì 23 marzo 2010

Bilancio di un Epoca - Incidente giocando in strada - [Pagina 6]

Enrico rompe il   parabrezza di un auto nel quartiere. Suo
padre sfila la cintura e gli fa capire come va la vita.

1969
Enrico farà più attenzione la prossima volta, diventa
grande
normalmente, fa degli studi, va all'università e diventa
un bravo professionista. 

2010 
La polizia arresta il padre di Enrico per maltrattamenti sui
minori. Enrico si unisce ad una banda di delinquenti. Lo
psicologo arriva a convincere sua sorella che il padre
abusava di lei e lo fa mettere in prigione.

Bilancio di un Epoca - Davanti a scuola - [Pagina 5]

Franco e Marco litigano. Si mollano qualche pugno dopo la
scuola.
1969
Gli altri seguono lo scontro. Marco vince.
I due si stringono la mano e sono amici per tutta la vita.
2010
La scuola chiude.
Il TG1 denuncia la violenza scolastica.
Il Corriere della Sera mette la notizia in prima pagina su 5
colonne.

Iniziativa di Beppe Grillo caro benzina, ANCORA ???


Dal 2002, quando ha iniziato a girare le prime volte la bufala, pensavo ormai fosse chiaro a tutti che si tratta di cose non reali, con scopi diversissimi da quelli dichiarati.
Senza contare che sul blog di Grillo non compare alcunché di quanto dichiarato.
Basta una "semplice" googlata per rendersi conto in un attimo che non c'è nulla di vero, e servono poche nozioni informatiche per capire che gli scopi son diversi.
Una bella spiegazione su www.attivissimo.net: leggete fino al fondo.
http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina/caro_benzina.htm
Grazie ad ATTIVISSIMO per l'ottimo lavoro svolto sempre.
Cris
--

Elsa Morante, rivista e corretta

23/03/2010,
Ho inoltrato ad una serie di conoscenze un testo che mi impressionava per le similitudini tra passato e presente.
Giustamente appuntato da una buona amica, ho approfondito, e devo, per rispetto, pubblicare il testo per intero, a firma del proprio autore: Elsa Morante, 1 Maggio 1945.
Rimane triste in modo impressionante l'attualità del documento e l'ottusità di un popolo, cieco ed ignorante della propria storia, e rimane non strumentalizzazione, ma traduzione il testo rielaborato e messo in rete da centinaia di blog: tradotto nella lingua che un popolo fatto televizione, grande fratello, letteronze e politici (cambia?) possa capire.
Ecco il testo integrale, grazie a:  Allegria di naufragi e Georgiamada dove ho trovato gli originali.


Roma 1° maggio 1945

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.
Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.
Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.

Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.
 Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani). Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto. Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo.

Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita.


Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare.

Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.

Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando.

Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.


Il testo originale da Google Books

Cris

lunedì 15 febbraio 2010

Bilancio di un Epoca - Disciplina scolastica - [Pagina 4]

1969
Fai il bullo in classe. Il professore ti molla una sberla.
Quando arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.

2010
Fai il bullo. Il professore ti domanda scusa. Tuo padre ti
compra una moto e va a spaccare la faccia al prof!

Bilancio di un Epoca - Un coltellino - [Pagina 3]

Michele vuole andare nel bosco all'uscita da scuola. Mostra
il suo coltellino a Giovanni, con il quale pensa di
fabbricarsi una fionda.

















1969 
Il direttore scolastico vede il suo coltello e gli domanda
dove l'ha comprato, per andarsene a comprare uno uguale.


2010
La scuola chiude, si chiama la polizia, che porta Michele in
commissariato. Il TG1 presenta il caso durante il
telegiornale in diretta dalla porta della scuola.

domenica 14 febbraio 2010

Bilancio di un Epoca - Fare un viaggio in aereo - [Pagina 2]


1969
Viaggi con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è talmente largo che ci può stare in due.
2010

Entri in aereo continuando ad impigliarti con la cintura, 

che ti hanno fatto togliere in dogana per passare il 

controllo. Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po' forte 

dai una botta con il gomito allo schienale del vicino. Se 

hai sete lo stewart ti porta la lista e i prezzi sono 

stratosferici.

venerdì 12 febbraio 2010

Bilancio di un Epoca - Latte, burro e uova - [Pagina 1]



1969
Vai a prendere il latte dal lattaio, che ti saluta, con in mano il bidone in alluminio; prendi il burro fatto con latte di mucca, tagliato a panetti. Poi chiedi una dozzina di uova che sono messe in un vaso di vetro. Paghi con il sorriso della lattaia ed esci sotto il sole splendente.
Il tutto ha
richiesto 10 minuti di tempo.



2010
Prendi un carrello del cavolo, che ha una ruota bloccata, che lo fa andare in tutti i sensi salvo in quello che tu
vorresti, passi per la porta che dovrebbe girare, ma che è bloccata perché un cretino l'ha spinta; poi cerchi il
settore latticini, dove normalmente ti ghiacci e cerchi di scegliere fra 12 marche di burro, che dovrebbe essere fatto a base di latte comunitario. E controlli la data di scadenza.... Per il latte: devi scegliere fra vitaminico,
intero, scremato, nutriente, per bambini, per malati o magari in promozione, ma con la data di scadenza ed i
componenti.... Lasciamo perdere! Per le uova: cerchi la data di deposizione, il nome della ditta e soprattutto verifichi che nessun uovo sia incrinato o rotto e, accidenti!!! Ti ritrovi i pantaloni sporchi di giallo! Fai la coda alla
cassa, ma la cicciona davanti a te ha preso un articolo in promozione che non ha il codice.... allora aspetti e
aspetti.... Poi sempre con questo carrello del cavolo, esci per prendere la tua auto sotto la pioggia, ma non la trovi perché hai dimenticato il numero della corsia.... Infine, dopo aver caricato l'auto, bisogna riportare
l'arnese rotto e solo in quel momento ti accorgi che è impossibile recuperare la moneta.... Torni alla tua auto
sotto la pioggia che è raddoppiata nel frattempo....
E' più di un'ora che sei uscito.


Alla prossima . . .   (Avventura? :-| )

Viviamo in un era straordinaria . . . Bilancio di un Epoca. [Prologo]

Ho ricevuto una bella mail da una carissima amica ... (mia cugina) e ne voglio fare una seria di post, così, un modo per rientrare a vivere il blog da cui mi sono allontanato per troppo tempo, e per troppi motivi...

a pagina uno dunque , del BILANCIO DI UN EPOCA.

martedì 12 gennaio 2010

MI HA RISPOSTO !!!

In merito al post precedente, scrivo questo, non come commento, e senza modificare il precedente, perché voglio che sia pubblico e ben in vista: Attilio ha risposto al mio commento, con una mail, personale.

Lo apprezzo, e distaccandomi dal nocciolo della questione, gli auguro buona strada e riporto il nostro scambio, spero non me ne voglia.

Grazie Attilio


Attilio Di Mattia 12 gennaio 2010 13.24
A: crigon@gmail.com
Ciao e grazie per la tua email.
Non sono un consigliere regionale ma provinciale, comunque il senso non cambia del tuo discorso che potrebbe avere un senso solo se le professionalita' apportate siano mediocri.
Io mi occupo di finanza e non di strade. Li porto la mia professionalita'. Seguo tutte le carte e faccio opposizione.
Se fango mi e' stato buttato e' proprio perche' faccio opposizione alla TONINO MANIERA
I costi di cui parlano sono tutti errati. Capisco la tua posizione ma il mondo e' globalizzato e dobbiamo cercare di allargare le prospettive. E' questo il mio compito.
Con stima ed a tua disposizione
Attilio Di Mattia


Cristiano Rigon 12 gennaio 2010 13.43
A: Attilio Di Mattia
Credo siamo quasi coetanei, tu dovresti essere un '76 se non sbaglio, io un '74 ed il mondo lo vediamo abbastanza alla stessa maniera: mi occupo di servizi internet e relativa consulenza, e di rado mi trovo nelle aziende per cui lavoro, tranne per quella dove sono dipendente.

Questo per sottolineare come NON disapprovo la gestione remota, anzi, la ritengo una risorsa da dover potenziare e sfruttare per quello che è l'ambito professionale, o, come le tuo caso, politico.

Purtroppo con timore, quello di un padre di tre figli, vedo che l'utilizzo della tecnologia è oggi sfruttato principalmente per interporre alle relazioni umane il protocollo TCP/IP, la rete, la fredda connessione, strumento di distruzione di massa di ogni forma di socializzazione calda, umana, dove osservi lo sguardo dell'amico per interpretare le sue parole, e non l'emoticons allegata!

Con questo mi scuso se il mio intervento ha peccato di superficialità, e con gioia nel cuore ho letto il tuo nome nella posta in arrivo: una politica giovane, non lontana e distaccata.
Bravo, mi hai ridato fiducia, grazie

Buon lavoro, e buona strada.


Cristiano Rigon
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COSTI DELLA CASTA E COSTI DELLA DEMOCRAZIA

Dal solito Gramellini, leggo di una triste vicenda che tocca Italia dei Valori.

Perde il valore della localizzazione, della conoscenza del vissuto della propria terra, così profonda da concedere il lusso di farsene carico e "responsabilizzarcisi" (passatemi il termine, grazie).

Ho postato un commento, perché non riuscivo a non farlo..., chissà se mi risponde, o si perde nel vuoto come quasi tutti quelli che si scrivono sui blog personali dei politicanti vari...

COSTI DELLA CASTA E COSTI DELLA DEMOCRAZIA


ciauz,
Cris

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